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La funzione del carbone in acquario
Inserito il 08 maggio 2007 alle 19:49:38 da Tiziano.

Quando usarlo?

Da sempre, uno degli argomenti più discussi tra acquariofili, è l’uso del carbone attivo in acquario. Spesso, a molti, non è ben chiara la sua reale funzione e le modalità con cui questo prezioso elemento naturale deve essere utilizzato.

In questo articolo cercheremo di chiarire tutti gli aspetti più oscuri riguardanti il carbone, cercando di svelare le modalità con cui esso è capace di contribuire ad un corretto funzionamento e ad un lungo equilibrio dell’ecosistema acquatico del nostro acquario.
Definiamo “attivo” un carbone in grado di “adsorbire” (e non assorbire) sulla propria superficie altamente porosa, innumerevoli particelle organiche molto piccole o di elevato peso molecolare come coloranti, complessi vitaminici, sostanze maleodoranti, acidi umici, metalli pesanti, ecc. Queste molecole trattenute nei micropori del carbone attivo, vengono così eliminate dall’acqua. 

  Quando utilizzarlo

  L’utilizzo del carbone attivo deve essere regolarmente e periodicamente usato al fine di farlo contribuire alla regolare funzionalità di un normale sistema filtrante ben avviato. Infatti, anche il migliore dei filtri biologici non riesce alla lunga a trattenere o trasformare tutte le sostanze inquinanti. Col tempo si possono verificare nell’acqua accumuli indesiderati di sostanze di varia natura che producono intorbidimento, odori sgradevoli e colorazioni eccessive dell’acqua, dannose alle piante ed all’estetica. Per ovviare a questi problemi si consiglia di utilizzare un sacchetto di carbone attivo una volta al mese, da riporre nel vano del filtro a scomparti, sopra i cannolicchi, per circa una settimana. E’ importante che la calza contenente il carbone sia sufficientemente elastica in maniera tale da permettere al materiale in essa contenuto di disporsi omogeneamente per tutta la sezione del vano del filtro. In questa maniera, l’acqua, sarà costretta ad attraversare i granuli di carbone, permettendogli così di svolgere efficacemente il suo compito.

Per chi possedesse un filtro a bicchiere esterno, il suo posto sarà nel cestello centrale, subito dopo il prefiltro meccanico a lana sintetica o spugna attraverso il quale l’acqua proveniente dall’acquario passa per prima.

L’altro suo importante impiego è quello di rimuovere i resti di medicinali che vengono utilizzati comunemente per combattere le malattie a cui i nostri ospiti possono andare incontro. Dopo ogni ciclo curativo è sempre opportuno effettuare un abbondante cambio d’acqua (almeno il 30%) e contemporaneamente, iniziare un periodo di filtraggio mediante carbone attivo per circa una settimana. In questo modo, i resti del medicinale utilizzato in precedenza vengono rimossi prima che la loro decomposizione in acquario determini una alterazione della qualità dell’acqua con conseguenze talvolta drammatiche sia per le piante che per la comunità animale.

Così come agisce sulla rimozione di molecole “cattive”, tuttavia il carbone attivo interviene anche sull’eliminazione di altre molecole “buone” presenti nell’acqua, come le vitamine che possono essere aggiunte periodicamente, i fertilizzanti per le piante, i biocondizionatori per il miglioramento della qualità dell’acqua e per la protezione della mucosa dei pesci, ecc. Per questo motivo, dopo ogni ciclo di utilizzo, è opportuno ripristinare nuovamente tali sostanze per evitare carenze sia a piante che ad animali.

  Quanto tempo rimane efficace?

  Una volta che tutte le micro-cavità del carbone attivo vengono riempite dalle molecole adsorbite (cioè trattenute), questo perde la sua efficacia. Per questo motivo si consiglia di utilizzarlo per un periodo che varia tra i 5 ed i 7 giorni al massimo. Il tempo di funzionalità varia a seconda della qualità del carbone ed all’uso che se ne fa. Peggiore è la qualità dell’acqua trattata (eccessiva presenza di molecole organiche), minore sarà il tempo di vita del carbone attivo che tenderà ad esaurirsi rapidamente.

Un suo semplice risciacquo sotto acqua corrente, al contrario di quanto a volte ritenuto, non rigenera le sue proprietà in quanto, un simile trattamento, non permette di rimuovere le molecole intrappolate dai pori. E’ perciò opportuno gettare via il sacchetto al termine del suo ciclo ed utilizzarne uno nuovo.

E’ dunque importante utilizzare carboni attivi di ottima qualità.

  In alternativa

  Forse non tutti sanno che esiste un altro materiale filtrante facilmente reperibile nei negozi di acquariofilia che svolge una funzione analoga a quella del carbone: la zeolite.

Questo materiale, però, a differenza del carbone attivo, ha una caratteristica in più, e cioè quella di comportarsi da “calamita” verso tutte le sostanze disciolte in acqua che possono essere rimosse anche dal carbone attivo. Infatti, mentre quest’ultimo deve necessariamente essere attivamente attraversato dall’acqua contenente tali molecole per adsorbirle, un sacchetto di zeolite immerso “a bagno” in acquario, ha la capacità di attrarre tali molecole grazie alla polarità delle molecole di zeolite che costituiscono i sottilissimi pori. 


  In conclusione

  Carbone attivo e zeolite, dunque, possono essere utilizzati periodicamente nel filtro per estrarre dall’acqua sostanze coloranti, medicinali, acidi organici, ecc. Già dopo un paio di giorni di loro utilizzo, l’acqua dell’acquario ritorna chiara e trasparente, segno di una buona qualità dei materiali utilizzati. Da quanto detto, però, si comprende che il carbone attivo funziona meglio in filtri ad elevata circolazione, in cui l’acqua viene più volte spinta ad attraversare il materiale filtrante che può così svolgere bene la sua funzione, intrappolando le grosse molecole nei pori; al contrario la zeolite agisce meglio in filtri a passaggio lento dell’acqua essendo in grado di attrarre a sé tutte le molecole di peso adeguato.

Un corretto uso di questi materiali vi aiuterà sicuramente a gestire nel migliore dei modi e senza eccessive perdite di tempo il vostro acquario, sia esso d’acqua dolce che d’acqua marina.

 
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